Svezzamento precoce?
No grazie, nemmeno per i puledrini: perché più stanno con le madri, più il loro sviluppo cerebrale, sociale e fisiologico è positivo.
A dirlo (oltre all’esperienza degli allevatori: si sa che la vita di branco produce giovani cavalli più serenei ed equilibrati) lo studio pubblicato recentemente su Nature Communications.
La ricerca del CNRS e guidata da David André Barrière ha osservato 24 puledri tra i sei e i tredici mesi, mettendo a confronto quelli svezzati precocemente con altri rimasti più a lungo con la madre.
Questi ultimi si sono dimostrati più socievoli, curiosi, predisposti ad interazioni postive.
Presentavano inoltre livelli più bassi dell’ormone dello stress, il cortisolo: lo studio ha suggerito inoltre l’idea che il cavallo sia un valido modello per studiare la connessione tra cure parentali e sviluppo nei grandi mammiferi sociali.
Come il cavallo, per l’appunto: e anche l’uomo, incidentalmente.
Abstract della ricerca: “Le interazioni sociali plasmano lo sviluppo fisiologico e comportamentale della prole, ed è noto che cure inadeguate o la perdita precoce del caregiver favoriscono esiti avversi durante l’infanzia, sia negli animali che negli esseri umani. L’impatto dei comportamenti affiliativi sullo sviluppo futuro della prole rimane una questione aperta. In questo studio, abbiamo utilizzato Equus caballus (cavallo domestico) come modello per indagare questo aspetto. Combinando risonanza magnetica, valutazioni biocomportamentali longitudinali e modelli statistici multivariati avanzati, abbiamo scoperto che la presenza materna prolungata durante l’infanzia promuove la maturazione delle regioni cerebrali coinvolte sia nel comportamento sociale (corteccia cingolata anteriore e corteccia retrospleniale) sia nella regolazione fisiologica (ipotalamo e amigdala). Inoltre, la prole che ha beneficiato di una presenza materna prolungata ha mostrato una maggiore connettività della rete di modalità predefinita (Default Mode Network), migliori competenze sociali e comportamenti alimentari e concentrazioni più elevate di lipidi circolanti (trigliceridi e colesterolo). I risultati del presente studio sottolineano il ruolo fondamentale delle interazioni sociali nello sviluppo della regolazione allostatica nella prole”.

























